E.R.A. : ovvero Emanuele, Rocco e Alessandro.

Tre componenti della Green Bullet blues band, (nata a Firenze negli anni '90) riuniti poi nel 2003 per suonare con la massima libertà cover di musica rock, con una particolare attenzione al periodo degli anni '70.

E.R.A. significa tante cose: una ERA che non c'è più (i mitici anni '70, ovvero l'inizio dell'Hard Rock), un trio che ERA stato e che torna insieme, l'insieme di tre elementi che si sono pian piano fusi fino a formare un corpo musicale unico.

Police, Led Zeppelin, King Crimson, Jimi Hendrix, Sting, Beatles, C.S.N.Y, Rolling Stones sono gli autori presi a riferimento, fino ai Genesis e ai Pink Floyd.

Caratteristica degli E.R.A. è quella di sviluppare progetti musicali che abbiano un tema, un filo conduttore spesso frutto delle letture di libri dedicati agli autori o al periodo preso a riferimento.

Gli E.R.A sono Emanuele Pellicanò (voce e basso), Rocco Ascani (batteria) e Alessandro Pelati (chitarra e voce).

A partire dal 2014 gli E.R.A. collaborano stabilmente con il tastierista Leonardo Romeo, che è un po' il quarto membro del gruppo...



EMANUELE

Crescere stonato sarebbe stato oggettivamente difficile, in una famiglia composta da due genitori dalla voce cristallina e con una grande passione per la musica di ogni genere, una sorella pianista, un fratello bassista (chitarrista, fonico e musicista) e un altro, il più grande, collezionista di vinili e gran conoscitore dalla musica rock del vecchio e del nuovo continente.

Alla fine pare in effetti che l'orecchio buono non mi manchi, almeno così mi pareva da piccolo quando ascoltavo e cantavo sulla cassetta di "Led Zeppelin II", ma soprattutto così parve a Vieri Bougleux, oggi chitarrista affermato a Firenze, che volle farmi cantare gli Zep nelle prime band liceali quando eravamo ragazzini.
Funzionava...e mi piaceva davvero tanto cantare...e poi Vieri era davvero convinto di sfondare, voleva suonare sempre, conoscere nuovi musicisti. Fu lui a presentarmi a quello che è stato il mio primo gruppo e che, per molti versi lo è ancora: entrai in casa di Rocco Ascani, all'inizio degli anni 90, in un posto magnifico, lui aveva la sua batteria in salotto, un po' di ampli, divani, bei quadri... presi il microfono e insieme al resto della band iniziai a cantare "Communication breakdown" dei Led: funzionava!.

Vieri lasciò quel gruppo (gli Aqua dove militava al basso il mitico Franco Agresti) ed io rimasi in quella che pian piano divenne la Green Bullet Blues Band, dove oltre a Mauro Agnoletti e Paolino Zacchini alle chitarre, suonava il basso Alessandro Pelati.
Quanti bei concerti coi Green Bullet, tanto blues (Nine below zero, Steve Ray Vaughan)....poi lo stop con la musica e finalmente la laurea in Giurisprudenza ed il lavoro da giurista, il mio attuale mestiere.

Fu Marta Ciuffi, soprano dalla voce flautata a farmi conoscere nel 1997 Stefania Scarinzi, grande cantante ed insegnante di canto: superai l'audizione ed entrai nel Coro Vivavoce, da lei diretto, un insieme di voci jazz davvero fantastico dove ho imparato la disciplina musicale, l'ascolto, il silenzio, la dinamica e tante altre cose. Con il coro Vivavoce abbiamo fatto davvero tanti concerti in tante parti d'Italia, eseguendo standard jazz e improvvisazione, blues, soul, gospel, funky, collaborando con musicisti di altra "misura", come Walter Paoli, Stefano Allegra, Valerio Morelli, Gianluca Tagliazzucchi, Stefano Negri, Roberto Bassi. E' stato un periodo molto "prolifico"... nel 1999 abbiamo realizzato il cd "Smada", pubblicato dalla Splasc(H) Record. Come corista, nel 1998 ho preso parte anche alla realizzazione del cd "Scimmie" di Marco Masini, pubblicato dalla BMG Ricordi. Nel 2000, ho partecipato come corista al Cortometraggio "C'era una volta un re", di Massimiliano Mauceri, corto che ha riscosso numerosi premi italiani e internazionali.

Finita l'esperienza col Coro Vivavoce, dopo un po' di anni dedicati esclusivamente al mio lavoro di giurista ed a "metter su casa" con Cristina, che peraltro di musica e di arte è assai pervasa, nel 2003 decidiamo di ripartire a suonare cover di vario genere con Ale e con Rocco creando gli E.R.A..
Massima libertà e tanto divertimento, riprendiamo a suonare senza vincoli, senza freni, in pochi mesi mettiamo su un bel repertorio di cover "alla nostra maniera" e decidiamo di ripartire con i concerti. Piccolo particolare: rimasti in tre decido di provare a suonare il basso, cosa che avevo già iniziato a fare nell'ultimo periodo dei Green Bullet, quando capimmo che Ale era in realtà un chitarrista...e che chitarrista! E mi sono appassionato, nonostante non sia facile suonare e cantare insieme...ma alla fine lo trovo ancora più divertente che cantare soltanto. Del resto, mentre Ale fa quegli assoli eccezionali e Rocco si arrovella sui tamburi, è decisamente più bello poter completare il quadro inserendomi con qualche bella nota di basso!. Negli ultimi anni sono tornato a studiare canto con l'aiuto di un bravo insegnante di tecnica vocale, Leonardo Abbate, il quale, tra le altre buone intuizioni, mi ha suggerito di studiare il repertorio di Sting e dei Police...



ROCCO

"Rocco basta! Smettila di picchiettare dappertutto, dai fastidio!!!"

Questa era la frase ricorrente dei miei genitori fin dalla mia tenera età pre adolescenziale. Sì, in effetti picchiettavo con le posate a tavola, sul tavolo, su tutto ciò che poteva emettere un suono... Mi ero addirittura costruito, all'età di dieci anni, una batteria artigianale, con i fustini di una nota casa di sapone in polvere per lavatrice e coperchi vecchi di alluminio che altrimenti la mamma avrebbe buttato via; i mestoli di legno usati fungevano da bacchette. Anche lì, poco tempo dopo, visto il fastidio che recavo ai miei familiari, il caso volle che mia madre vietò drasticamente l'uso del suscritto "strumento" fatto in casa a me tanto caro.
"Picchiettando" qua e là, dopo alcuni anni il destino ha voluto che, durante una vacanza estiva in Sardegna con famiglia intera (in camping, roulotte), mia sorella con qualche anno più di me, conoscesse un gruppo di amici tra i quali un ragazzo, tale Corvino, ricordo solo il cognome, che suonava la batteria in un gruppo a Roma. Durante la vacanza era evidente l'interesse del ragazzo verso mia sorella che, ahimè per lui, manifestava con altrettanta evidenza non contraccambiare. Finisce la vacanza. Ed ecco che un giorno di settembre squilla il telefono: "Sono Corvino e sto arrivando a Firenze a visitarvi (mia sorella), tra poco sarò li con una sorpresa...". Evidentemente mia sorella, parlando con lui durante le vacanze passate, aveva raccontato il mio interesse verso la musica e in particolar modo batteria e simili. Il detto Corvino arriva a Firenze da Roma in 500 Fiat con dentro una sua vecchia batteria, vera! Evidente la mossa a "la va o la spacca" per la conquista della sorella. Il povero Corvino rimbalzò per l'ennesima volta malgrado lo stratagemma attuato. Tornò mesto a Roma, ma udite udite, mi lasciò comunque la batteria come regalo! Io felice come una pasqua, i miei genitori molto meno.
Passarono alcuni anni percuotendo lo strumento in modo assai improvvisato (difetto che ahimè mi trascino ancora dietro...), fino alla decisione di iscrivermi a lezione di batteria al CAM (Centro Attività Musicali) col maestro Piero Borri. La cosa durò circa due anni tra alti e bassi, e mi resi conto che per imparare a suonare uno strumento, qualunque esso sia, la strada è veramente lunga e difficile!

Ho avuto la fortuna di incontrare amici come Emanuele ed Alessandro che hanno reso possibile la nascita del gruppo ERA, e anche con la collaborazione di altri musicisti (vedi attualmente Leonardo Romeo) il raggiungimento di obiettivi importanti (per noi), ma fondamentalmente il provare ancora dopo diversi anni, puro divertimento e spensieratezza alle serate in cui ci ritroviamo insieme.
E allora la prossima volta che qualcuno mi dice: "Rocco Basta! Smettila di picchiettare!" Gli dirò: "Ma smettila te!"

Rocco "Il rumorista"



ALESSANDRO

Suono la chitarra dal 1970.
Nel settembre di quell'anno Jimi Hendrix smise purtroppo di suonare per sempre.
Fino ad allora avevo ascoltato solo i Beatles ma in quel momento decisi di diventare un chitarrista.

Un amico di scuola (pure bravo) m'insegnava gli accordi e qualche solista di Jimi, dei Cream, dei Led Zeppelin e dei Deep Purple e così per molto tempo mi dedicai alla chitarra. In realtà non ho mai studiato, ma passavo giornate intere a suonare.
Brutto periodo, ero molto introverso, in conflitto con tutto, a scuola ero un disastro e non mi interessava niente, solo la musica era la mia ragione di vita.

Diversi anni dopo, ho chiuso con la scuola, ho fatto nuove amicizie, ho conosciuto colei che diventerà mia moglie e la vita è un po' cambiata. Dopo aver suonato sempre da solo o con pochi compagni di liceo, con i miei amici Lorenzo, Vittorio e Paolo abbiamo creato i LAB.
Suonavamo in casa di Lorenzo e non siamo mai usciti in concerto escluso una volta che facemmo un party sul terrazzo di un palazzo sopra casa di Paolo.
Come i Beatles dovemmo smettere dopo un'ora perché stavano mandando i vigili.
Dal 77 al 82 registrammo un po' di canzoni nostre, con varie sovraincisioni in una delle prime bobine. Tutto verrà rimasterizzato negli anni 2000 in un unico CD.

Negli anni '90 conosco Emanuele e Rocco. Come? Mio cognato Paolo suona la chitarra con loro ed hanno bisogno di un bassista. Ok va bene. Mi unisco alla Green Bullet Blues Band.
Per 2 anni suono il basso e manco sanno che sono un chitarrista. Lo sapranno solo quando Paolo se ne dovrà andare a fare il militare. Nuova formazione così avanti fino al '98 poi per motivi di lavoro ci siamo persi.

Nel 2003 Ema, Rocco ed io abbiamo ricominciato a suonare insieme e qui inizia la storia degli E.R.A.