Gli spettacoli realizzati sono sempre accompagnati da letture, video o immagini che rendono più chiaro il senso del racconto, quasi come si trattasse si sfogliare un libro; suoni e immagini, fusi insieme, amplificano le emozioni, coinvolgono lo spettatore che si sente partecipe dell'evento.
Negli anni gli E.R.A. si sono avvalsi della collaborazione di altri musicisti: citiamo Giovanna Andreani Sarti, Luca Frosinini, Sara Battaglini, Evelin Bonugli e Deborah Nardini.

Con il pianista classico Michelangelo Giaime Gagliano la collaborazione si è protratta dal 2005 al 2008, periodo durante il quale è stato creato anche un nuovo acronimo, E.R.A.M., ed è stato il periodo di maggiore attenzione al repertorio dei Genesis, amore incondizionato del gruppo.

Dal 2012, grazie allo stimolo dell'amico Michele Mannelli (oggi nostro organizzatore stabile), è nata l'idea di creare progetti per alcune importanti associazioni di volontariato. È nato così lo spettacolo "With a little help from my friends" per l'Associazione Lorenzo Guarnieri, tenutosi al Teatro Le Laudi, poi proseguita con il progetto "Il lato oscuro della Luna", realizzato al Teatro Puccini nel 2013; nel 2014 la collaborazione si è estesa all'Associazione Spingi la vita, realizzando una nuova versione del "Lato oscuro" al Teatro Aurora di Scandicci.

Gli E.R.A. utilizzano la sala prove di Play Loud!. Claudio e Alessandro, i gestori della sala (che è anche una scuola di musica) sono da sempre un punto di riferimento fondamentale per la costruzione dei nostri progetti, grazie alla loro disponibilità, professionalità e simpatia. I progetti E.R.A. sono stati in massima parte "creati" in questo luogo accogliente, ben attrezzato, che è diventato nel tempo tassello importante per la buona riuscita delle nostre idee musicali.



IL LATO OSCURO DELLA LUNA: Tributo ai Pink Floyd

Uno spettacolo basato sulle musiche di due grandi capolavori come "The dark side of the moon" e "Wish you were here", arricchito dalla proiezione di video ed immagini.
In ognuno di noi esiste un lato oscuro che è capace di offuscare la parte luminosa della natura umana, un po' come accade alla Luna, che se pur molto più piccola del Sole, è in grado di eclissarlo.
Eppure la Luna, in realtà, è tutta oscura e viene illuminata soltanto dal sole...
La metafora de "il lato oscuro della Luna" è molto efficace per descrivere le tensioni e le pulsioni che portano la natura umana a tenere comportamenti tra di loro contrapposti, tra la luce e l'oscurità.
Le splendide canzoni dei Pink Floyd, i testi così dirompenti di "The Dark Side of the moon", di "Whish you were here" e di "The Wall" affrontano in modo profondo il tema de "il lato oscuro della Luna", attraverso una sorta di autoanalisi sui limiti e le capacità della natura umana: il difficile rapporto col denaro, il tempo che passa inesorabile, la vita e la morte, le contrapposizioni tra "il loro ed il noi", le guerre, l'alienazione, l'assenza, la mancanza degli altri...
Tutto questo è descritto, analizzato dalle canzoni dei Pink Floyd con grande passione e attenzione verso "l'altro".

Testi di riferimento: Povey, Russell "Pink Floyd un sogno a colori", The Lunatics, "Pink Floyd storie e segreti", Alessandro Besselva Averame "Pink Floyd the lunatic testi commentati", Valter Binaghi "Pink Floyd testi commentati", John Harris "The dark side of the moon, the making of the Pink Floyd masterpiece".





1969: The Year Everything Changed

Spettacolo basato interamente su canzoni di grandi autori composte, registrate o ancora eseguite in qualche spettacolo particolare, in quel magico anno.
Con l'occasione saranno proiettate durante il concerto immagini relative al 1969.
Nella seconda metà degli anni '60 il rock prese forme originali e inaudite, uscendo dallo stretto ambito di musica leggera per farsi calamita dei tempi, sintesi potente di novità e modernità. Il 1969 fu l'anno culmine di questa mutazione sociale e culturale, con storie, dischi, concerti, festival… Vita e morte, inizio e fine, gioia e orrore, in un vertiginoso flusso di energia: l'estate di Woodstock e l'autunno cupo di Altamont, l'ultimo anno dei Beatles e la rinascita di Dylan, l'esplosione di Santana, lo scioglimento della Jimi Hendrix Experience, l'avvento di Crosby, Stills, Nash & Young, la morte di Brian Jones, la crisi dei Doors, l'anno in cui Miles Davis registra Bitches Brew e nei negozi escono Abbey Road, Let It Bleed, Ummagumma, In the Court of the Crimson King, Nashville Skyline, il primo Led Zeppelin. Tanti gli eventi che hanno segnato questo incredibile anno: il "grande passo dell'umanità", lo sbarco sulla Luna, che era stato preceduto dalla strage di Bel Air, con il feroce assassinio della moglie incinta del regista Roman Polanski da parte di Charles Manson e della sua setta. Insomma un anno davvero ricco di storie, dischi, concerti, festival che a distanza di tanto tempo permangono vivi nell'immaginario collettivo.

Testi di riferimento: Riccardo Bertoncelli "1969, storia di un favoloso anno rock da Abbey Road a Woodostock", Rob Kirkpatrick "1969, the year everything changed".





THE POLICE: Sincronicity III

Il nucleo di questo spettacolo su basa sulla "sincronia in tre"; l’idea è quella di ispirarsi all’energia e alla dinamica sonora che la dimensione in trio permette, lasciando spazio all'improvvisazione. Qualcosa, insomma, di diverso da una semplice "cover band Police". Il repertorio comprende circa 20 canzoni tratte da tutti e 5 i dischi dei Police; gli arrangiamenti si isprano in buona parte all’ultima trionfale reunion del grande trio inglese del 2008, quella di "Certifiable".

Testi di riferimento: Giovanni Pollastri "The Police & Sting, 1977-2005 Illegal Tales".





STING: Every breath you take

Il repertorio compende Le hit più famose del Pungiglione, da Roxanne a Messagge in Bottle,ma anche tante belle perle delle sua carriera solita, come Shape of my heart, Children crusade. Il tutto, come sempre, con una particolare attenzione ai testi del grande Gordon Summer spesso molto intensi, colti e ricchi di significati "ambigui".

Testo di riferimento: Giovanni Pollastri "The Police & Sting, Shape of my heart", Michele Piumini "Sting, Broken Music".